Al suo “Sì, volentieri” mi si accese un fuoco interiore, una voglia irrefrenabile di lei. Un’esplosione di ormoni impazziti che non vedevano l’ora di toccare il suo corpo, di toglierle quel tailleur e scoprire quel mondo nascosto che a sole poche persone è concesso vedere per volontà della donna.
Non so cosa mi stesse succedendo … non l’avevo invitata a letto, era solamente ad una pausa caffè. Ma quella mattina con quella sua eleganza, con quell’abbigliamento, con quei tacchi e con quei meravigliosi capelli sciolti mi aveva destabilizzato!
Uscimmo dall’ufficio per dirigerci verso l’ascensore e, mentre aspettavamo che arrivasse, lei mi guardò con uno sguardo strano. Era caldo, sensuale, come se si aspettasse qualcosa.
Mi disse di sentire caldo e si slacciò i primi bottoni della camicia lasciando intravedere l’intimo bianco in pizzo che indossava.
Fu quello il momento in cui mi accorsi di piacerle.
Ecco … per un istante chiusi gli occhi ed il film iniziò.

Le porte dell’ascensore si aprirono e, da gentiluomo, l’invitai ad entrare. Una volta dentro bloccai l’ascensore, mi avvicinai a lei e, passandole la mano lungo i fianchi sinuosi, la portai verso me. Il battito del suo cuore iniziò ad accelerare, lo percepivo come se stesse battendo dentro me.
Lei non disse nulla, mi lasciò fare e, accompagnandola contro lo specchio, iniziai a baciare quelle sue calde labbra mentre le passavo la mano tra i capelli dietro la nuca.
Un bacio infinito, una cosa mai provata prima. Un bacio epocale, come se la conoscessi da sempre. Una passione incredibile: mordersi le labbra; fermarsi; guardarsi negli occhi senza dire una parola e poi riprendere a baciarsi sempre più passionalmente, sul collo, sulle spalle, per poi ribaciarla sulle labbra … un po’ come se stessimo facendo l’amore. Nel frattempo le mani sfioravano i corpi, passavano dalle parti più erogene e l’eccitazione aumentava.
Sarei stato lì a baciarla per tutta la mattina. Una sensazione stupenda, una sintonia mai provata, un bacio capace di creare immediatamente dipendenza.
Purtroppo il momento magico fu interrotto dalla gente che spazientita provava a chiamare l’ascensore e così fummo costretti a ricomporci e sistemarci e, senza dir nulla, in modo disinvolto andammo a berci un caffè.
Sul nostro viso un’unica differenza: un sorriso stampato e un’aurea di felicità che non poteva passare inosservata.