“Vuoi venire a casa mia?”

In sottofondo suonava la melodia di un pianoforte ed io, in shorts e maglietta, mi godevo qualche minuto di relax con un bicchiere di vino rosso in mano.

“Tlin” il suono del messaggio interruppe il flusso di pensieri.

“Che fai di bello?” … era lui! In un secondo mi misi seduta sul divano mentre il cuore danzava per la felicità.

“Sono a casa, vuoi passare?” era la risposta che immediatamente avrei voluto scrivere ma che naturalmente non ho dato.

Da quel momento iniziammo a parlare di tantissime cose con una facilità estrema. Parlavamo di vita, di sogni, di idee… non c’era limite ai nostri discorsi e scoprimmo di avere milioni di cose in comune.

Ogni volta che il telefono squillava speravo fosse una sua chiamata o un suo messaggio. Aveva la capacità di rallegrarmi la giornata, in qualunque modo essa fosse partita o stesse procedendo e speravo di fare lo stesso per lui, mettendo anche un pizzico di malizia e seduzione celata nelle mie risposte.

Pochi giorni dopo quel bacio ci dovevamo trovare a parlare del progetto. Non riuscivamo ad incastrare i nostri appuntamenti così decisi di invitarlo (questa volta davvero) a casa mia.

Era uscito un po’ prima dal lavoro per passare da me. Il cielo era ancora chiaro, il sole riscaldava l’ambiente ed i suoi raggi creavano un gioco di luce splendido.

Mi ricordo bene quando entrò dalla porta ed appoggiò il pc sul tavolo. Mi guardò con quello sguardo penetrante da togliermi il respiro. Sì, perché ogni volta che i nostri sguardi si incrociavano era come se il mio cervello andasse in stand-by … smettevo di parlare, perdevo il filo del discorso, incespicavo … aveva quella cavolo di capacità di mandarmi in tilt! Io, sempre così sul pezzo, donna forte e decisa, di fronte a lui tornavo una ragazzina alla prima cotta.

“Caffè?” chiesi io per cercare di allontanare un attimo i pensieri che stavo facendo su di lui (e per fortuna che ancora non hanno inventano nulla che possa farli vedere!).

Andai ai fornelli e preparai la moka. Quando mi girai era lì, di fronte a me. Mi sorrise e lentamente si avvicinò alle mie labbra. Mi lasciai andare completamente. Le sue braccia erano strette attorno a me, mi stringeva forte ed io adoravo quella presa. E quel bacio … un nuovo bacio da sogno … intenso, voluto, desiderato … tutto con un’estrema naturalezza, tutto con una perfetta intesa.

Ancora ad oggi, rivivo quel momento come al rallenty e non posso evitare di sorridere al suo dolce ricordo, anche ora … mentre scrivo.

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