La nostra prima gita fuori porta è stata non lontano da casa ed, in realtà, lo spostamento è stato per lavoro ma lo abbiamo vissuto come uno stacco dal mondo.
Era un venerdì mattina. Abbiamo fatto una di quelle partenze intelligenti alle 6 … probabilmente non era nemmeno sorto il sole! Con gli occhi ancora mezzi chiusi ed il segno del cuscino sulla guancia, sono salita in macchina col sorriso stampato.
Il mio bla bla inondava l’auto. Già che non mi abbia lasciato a metà strada è stato un successo! Ma il pensiero di rimanere in silenzio per tutto il tragitto un po’ mi terrorizzava. Ancora non ci conoscevamo così bene da sapere quanti argomenti avremmo avuto da discutere.
Devo dire che la paura del silenzio è passata dopo 2 minuti insieme ed il viaggio è sembrato fin troppo corto!
La verità è che, tra una parola e l’altra, non riuscivo a stargli lontano, così, mi capitava di allungare la cintura di sicurezza per potermi avvicinare e baciargli il collo, accarezzarlo, inebriarmi del suo profumo.
I discorsi si susseguivano uno dietro l’altro e, strano ma vero, oltre ad essere un Figo incredibile con una testa accattivante, l’ho anche scoperto capace di ascoltare e cogliere i dettagli!!

In attesa dell’appuntamento ci siamo fiondato in un bar per far colazione e mettere a tacere i borbottii che venivano dalla pancia.
Un po’ il suo gesticolare, un po’ perché forse riuscivo ad agitarlo, è stato capace di rovesciare tutto il caffè sul tavolino. Il pensiero che potessi essere io la causa della sua distrazione mi piaceva davvero tanto e provare a provocarlo sempre di più mi eccitava anche.
Prima di andar via, eravamo in piedi al bancone, l’uno vicino all’altra e ci guardavamo.
Non so come poter descrivere quel nostro sguardo scoppiante d’amore, di desiderio. Riuscivamo e riusciamo tutt’ora a parlarci con gli occhi. Facendo di quei viaggi incredibili.
Rapiti da quell’attimo, lui si è avvicinato per darmi un rapido bacio sulle labbra mentre da un tavolo dell’angolo una signora si è rivolta a noi: “ragazzi, ve lo devo proprio dire … si vede da lontano quanto vi amate … mandateci il vostro influsso! È raro vedere due persone come voi!”.
Mai successa una cosa simile, mai nessuno sconosciuto, guardando da fuori, ha provato a dirmi una cosa del genere.
Un segno del destino?
Quella signora, prima di chiunque altro, forse ancora prima di noi, si era accorta di quanto scombussolamento ci regalavamo a vicenda.