Gocce di te

Oggi vorrei essere così, come in questa foto!

Portami in giro mentre lavori, mentre guidi, mentre vivi questa giornata … portami con te e fammi vedere il tuo mondo … perché non esiste un posto più bello dove potrei desiderare di stare …

Mare, alberghi, pranzi e cene … lontana … posti belli, posti brutti … aperitivi e chiacchiere … il solito problema è che non ci sei tu!

Ti immagino, sai? Immagino come sarebbe bello averti qui. Ho voglia di stare tra le tue braccia … perché davvero quello è il posto più bello, meraviglio e protetto dove rifugiarsi!

Piove, e forse sono meteoropatica perchè ho un velo di tristezza addosso … o forse è solo perché vorrei stringerti forte, vorrei avere il tuo profumo addosso ed essere ancora un’unica persona.

Perché è vero … ancora non stiamo insieme ma siamo insieme. Perché sarò egoista ma vorrei essere la prima di tutte le tue voglie, il primo pensiero del mattino e l’unico pensiero che riesca a tenerti sveglio la notte … la persona che ti faccia battere il cuore all’impazzata, che ti faccia ridere e respirare; il chiodo fisso durante la giornata; quel sentimento così forte da annullare le distanze mentre sono via, che possa crescere ancora di più un volta che ci mandiamo a quel paese e subito dopo non riusciamo a stare l’una senza l’altro …

Perché oggi va così … va come spero vada per tanto ancora … va che mi manchi tanto, troppo ma va anche che la mia vita se non ci fossi sarebbe proprio come questa giornata fredda e piovosa ❤️

Davvero si vede così tanto?

La nostra prima gita fuori porta è stata non lontano da casa ed, in realtà, lo spostamento è stato per lavoro ma lo abbiamo vissuto come uno stacco dal mondo.

Era un venerdì mattina. Abbiamo fatto una di quelle partenze intelligenti alle 6 … probabilmente non era nemmeno sorto il sole! Con gli occhi ancora mezzi chiusi ed il segno del cuscino sulla guancia, sono salita in macchina col sorriso stampato.

Il mio bla bla inondava l’auto. Già che non mi abbia lasciato a metà strada è stato un successo! Ma il pensiero di rimanere in silenzio per tutto il tragitto un po’ mi terrorizzava. Ancora non ci conoscevamo così bene da sapere quanti argomenti avremmo avuto da discutere.

Devo dire che la paura del silenzio è passata dopo 2 minuti insieme ed il viaggio è sembrato fin troppo corto!

La verità è che, tra una parola e l’altra, non riuscivo a stargli lontano, così, mi capitava di allungare la cintura di sicurezza per potermi avvicinare e baciargli il collo, accarezzarlo, inebriarmi del suo profumo.

I discorsi si susseguivano uno dietro l’altro e, strano ma vero, oltre ad essere un Figo incredibile con una testa accattivante, l’ho anche scoperto capace di ascoltare e cogliere i dettagli!!

In attesa dell’appuntamento ci siamo fiondato in un bar per far colazione e mettere a tacere i borbottii che venivano dalla pancia.

Un po’ il suo gesticolare, un po’ perché forse riuscivo ad agitarlo, è stato capace di rovesciare tutto il caffè sul tavolino. Il pensiero che potessi essere io la causa della sua distrazione mi piaceva davvero tanto e provare a provocarlo sempre di più mi eccitava anche.

Prima di andar via, eravamo in piedi al bancone, l’uno vicino all’altra e ci guardavamo.

Non so come poter descrivere quel nostro sguardo scoppiante d’amore, di desiderio. Riuscivamo e riusciamo tutt’ora a parlarci con gli occhi. Facendo di quei viaggi incredibili.

Rapiti da quell’attimo, lui si è avvicinato per darmi un rapido bacio sulle labbra mentre da un tavolo dell’angolo una signora si è rivolta a noi: “ragazzi, ve lo devo proprio dire … si vede da lontano quanto vi amate … mandateci il vostro influsso! È raro vedere due persone come voi!”.

Mai successa una cosa simile, mai nessuno sconosciuto, guardando da fuori, ha provato a dirmi una cosa del genere.

Un segno del destino?

Quella signora, prima di chiunque altro, forse ancora prima di noi, si era accorta di quanto scombussolamento ci regalavamo a vicenda.

Quanti pensieri in testa!

Apro una parentesi, pensieri che vagano nella mente e che hanno bisogno di seguire il proprio flusso di coscienza per finire un po’ confusi tra queste righe.

Mi trovo ad un certo punto della vita dove non ci capisco più niente. Non più piccola ma nemmeno troppo grande, eppure mi sembra di non avere più tempo per niente. Per le scelte difficili, per quelle che stravolgono, per chiudere delle porte ed aprirne delle altre.

Parte della confusione la “devo” a Lui. Quest’uomo così inaspettato che nel giro di niente ha cambiato tutto!

Con lui ho trovato la forza di togliere dal muro quelle fotografie di una vita passata e di appendere dei quadri nuovi per coprire l’alone lasciato dai precedenti; ho capito cosa vuol dire amare veramente, nonostante le difficoltà, nonostante gli impedimenti, nonostante i giudizi della gente …..

la gente …. ho sempre ammirato un carissimo amico di famiglia, uno zio acquisito, che non ho mai e poi mai sentito parlar male di qualcuno, mai detta una parola di troppo, mai criticato un atteggiamento. Probabilmente aveva capito davvero tutto!

Inutile puntare il dito contro qualcuno, contro una situazione che chissà, magari un giorno o magari mai, potrebbe capitare anche a noi.

Con Lorenzo è questo! Ogni giorno mi insegna che l’amore che si può dare vale più di ogni cosa, di ogni pettegolezzo, di ogni fatica da sopportare. E soprattutto, non esistete un limite. Lui è diventato il mio amore infinito!

Non è di certo tutto rose e fiori … il “vaffanculo” è già stato usato più di una volta. Ma probabilmente serve! È in quel momento, con la paura del distacco, che l’orgoglio fa un passo indietro e cerca il modo più rapido per far pace (e poi diciamola fino in fondo … lui ha già perso in partenza 😊 sono io ad aver sempre ragione ovviamente!).

Detto tutto questo … non giudicate, amate oltre ogni limite e non abbiate paura di litigare se subito dopo cercate di far pace!!!

Lascia che ti guardi, lascia che ti tocchi

È passato un po’ di tempo da quando ho scritto del nostro primo bacio … un po’ di tempo per riprendersi da certe emozioni difficilmente descrivibili a parole. In realtà, però, non abbiamo aspettato molto prima di riprovare l’affinità che ci legava …

Nei giorni successivi abbiamo continuato a sentirci tramite telefono ma la voglia di rivedersi era davvero tanta che, il lunedì dopo, eccolo nuovamente a casa mia. Abbiamo riso molto insieme, battute e sguardi hanno caratterizzato sempre il nostro rapporto, fin dall’inizio. Poi sarà che non sappiamo resistere l’una all’altro, che l’aroma del caffè aiuta l’approccio, che nelle nostre fantasie quando la donna è ai fornelli l’uomo le passa accanto e le fa capire che la desidera …

Quel pomeriggio non ci siamo fermati al bacio più bello del mondo … quel pomeriggio mi ha preso in braccio e delicatamente mi ha appoggiato sul tavolo. Con i corpi che si desideravano come non mai mi ha abbassato i pantaloni e, spostando gli slip su un lato, ha assaggiato il mio sapore. Il calore saliva e pervadeva tutto il corpo. Con una mano gli afferravo i capelli e gli tenevo la testa tra le mie gambe. Lui, mentre continuava a giocare con la lingua, mi guardava e io mi eccitavo sempre di più. Tutto era così naturale, come se fossimo già stati insieme, come se ci conoscessimo da una vita. Sentivo il suo corpo fremere, non riuscivo a smettere di toccarlo, di stringerlo a me, di infilare le mie dita nella sua schiena. E quando finalmente siamo diventati un’unica persona, quando ci siamo mossi allo stesso ritmo … ecco … lì mi ha rapito definitivamente.

Il sapore, il sudore, la passione, la fantasia …. semplicemente ed incasinatamente NOI.

“Vuoi venire a casa mia?”

In sottofondo suonava la melodia di un pianoforte ed io, in shorts e maglietta, mi godevo qualche minuto di relax con un bicchiere di vino rosso in mano.

“Tlin” il suono del messaggio interruppe il flusso di pensieri.

“Che fai di bello?” … era lui! In un secondo mi misi seduta sul divano mentre il cuore danzava per la felicità.

“Sono a casa, vuoi passare?” era la risposta che immediatamente avrei voluto scrivere ma che naturalmente non ho dato.

Da quel momento iniziammo a parlare di tantissime cose con una facilità estrema. Parlavamo di vita, di sogni, di idee… non c’era limite ai nostri discorsi e scoprimmo di avere milioni di cose in comune.

Ogni volta che il telefono squillava speravo fosse una sua chiamata o un suo messaggio. Aveva la capacità di rallegrarmi la giornata, in qualunque modo essa fosse partita o stesse procedendo e speravo di fare lo stesso per lui, mettendo anche un pizzico di malizia e seduzione celata nelle mie risposte.

Pochi giorni dopo quel bacio ci dovevamo trovare a parlare del progetto. Non riuscivamo ad incastrare i nostri appuntamenti così decisi di invitarlo (questa volta davvero) a casa mia.

Era uscito un po’ prima dal lavoro per passare da me. Il cielo era ancora chiaro, il sole riscaldava l’ambiente ed i suoi raggi creavano un gioco di luce splendido.

Mi ricordo bene quando entrò dalla porta ed appoggiò il pc sul tavolo. Mi guardò con quello sguardo penetrante da togliermi il respiro. Sì, perché ogni volta che i nostri sguardi si incrociavano era come se il mio cervello andasse in stand-by … smettevo di parlare, perdevo il filo del discorso, incespicavo … aveva quella cavolo di capacità di mandarmi in tilt! Io, sempre così sul pezzo, donna forte e decisa, di fronte a lui tornavo una ragazzina alla prima cotta.

“Caffè?” chiesi io per cercare di allontanare un attimo i pensieri che stavo facendo su di lui (e per fortuna che ancora non hanno inventano nulla che possa farli vedere!).

Andai ai fornelli e preparai la moka. Quando mi girai era lì, di fronte a me. Mi sorrise e lentamente si avvicinò alle mie labbra. Mi lasciai andare completamente. Le sue braccia erano strette attorno a me, mi stringeva forte ed io adoravo quella presa. E quel bacio … un nuovo bacio da sogno … intenso, voluto, desiderato … tutto con un’estrema naturalezza, tutto con una perfetta intesa.

Ancora ad oggi, rivivo quel momento come al rallenty e non posso evitare di sorridere al suo dolce ricordo, anche ora … mentre scrivo.

Dove le parole non arrivano

Un bacio … quante frasi sono state dette e quanti pensieri sono stati scritti su di lui. Tante forme diverse: il bacio di una mamma ai figli, il bacio di saluto di un’amica o di un amico, il bacio che si manda con la mano perché possa volare verso qualcuno … e poi … il bacio inaspettato ma tanto desiderato da parte della persona che ti interessa.

Mille tipi di baci e mille modi di baciare … ad essere davvero onesta, il nostro è stato il bacio più bello che abbia mai potuto immaginare di dare e di ricevere.

Quando in quell’attimo le nostre labbra si sono toccate ho sentito un brivido pervadere il corpo e la passione esplodere.

Il desiderio era così tanto che non smettevamo di cercarci e di muoverci in perfetta sintonia.

Una mano tra i suoi capelli e l’altra sulla sua schiena lo stringevano a me mentre le sue mani mi tenevano il viso, poi la nuca, poi i fianchi e poi …

In quel bacio mi sono ritrovata! Ho ritrovato me stessa: tutta la passione che da tempo avevo messo da parte, tutta la voglia di sentirmi desiderata, tutto il sapore della vita. Un po’ dolce, un po’ romanico, ma anche impulsivo ed estremamente erotico. Dallo sfiorarsi le labbra al mordersele reciprocamente, seguendo l’istinto, seguendo l’ardore crescente.

Con quel bacio è iniziata la nostra storia d’amore.

Ogni tanto, ancora adesso, mi fermo a pensare… se provassimo a chiudere gli occhi ed immaginassimo il bacio più bello del mondo, ciascuno di noi inserirebbe dettagli e particolari diversi … il nostro bacio? È come se fosse un’unica persona ad immaginarlo. È una perfetta fusione di anima, mente e corpo.

Il nostro bacio è saputo arrivare dove non arrivavano le parole e ha creato immediatamente dipendenza.

Tacchi alti con il sorriso

Che periodo frenetico!

Sempre di corsa, sempre di fretta tra un cliente da una parte ed uno l’altra. Ma volevo passare anche ad lui.

La borsetta in mano, mille rotoli di progetti sotto il braccio e l’unico dito rimasto libero che a fatica cercava di premere il tasto dell’ascensore.

Era una giornata calda. L’estate sembrava non voler finire ed un sole splendido rendeva le vie del centro brulicanti di vita.

Mi guardavo allo specchio di quell’ascensore: tailleur, tacchi alti, un leggero rossetto sulle labbra e capelli sciolti … le gote rosse per il calore, ma un pò anche perchè finalmente l’avrei rivisto.

women s silver stiletto
“Quando una donna arriva, si deve sentire” Photo by Pixabay on Pexels.com

Lo trovai in ufficio, seduto alla scrivania, bello da lasciare senza fiato!

Parlammo del progetto e, mentre discutevamo, non riuscivo a smettere di osservarlo. Le sue mani gesticolavano tanto, quasi a voler sottolineare ogni frase. Ma era così dolce nel movimento che sembrava accarezzasse l’aria.

“Andiamo a prendere un caffè al bar qui sotto?” mi disse ad un certo punto …

Pensieri notturni

“Mi ero avvolta nelle coperte, stretta stretta , quasi a voler simulare un abbraccio … un suo abbraccio”

Quella notte continuavo a fissare il soffitto. Non riuscivo a smettere di pensare a lui.

Mi ero avvolta nelle coperte, stretta stretta, quasi a voler simulare un abbraccio … un suo abbraccio…

Perché tutta quella attrazione nei suoi confronti? Così forte, così prorompente … Questione di profumo, di ormoni, di chimica … non so, e non trovavo spiegazione a quella sensazione di caldo che mi avvolgeva ogni volta che ripensavo alla presa della sua mano, a quello sguardo gentile, profondo e così affascinante.

Rimasi sveglia tutta la notte a fantasticare su di lui, a domandarmi se mi avesse notato, e a pensare come avrei potuto fare a sedurlo…

Sì, proprio così! Non potevo lasciarmelo scappare! C’era qualcosa in lui che mi attraeva tantissimo, una forza che mi spingeva tra le sue braccia.

Avevamo poco tempo e pochissime occasioni per stare da soli … il lavoro era l’unico aggancio su cui aggrapparmi e decisi di giocare tutte le mie carte.

Il tocco magico

Lo conoscevo già. Ci eravamo incrociati qualche volta per lavoro ma non eravamo mai andati oltre ad un freddo “ciao”. Lui il classico figo, attento al particolare e sicuro di sé. Io in leggins e canottiera, solo il rimmel sulle ciglia per non avere proprio il viso da bambina.

Non so cosa cavolo scatta (ma per fortuna scatta) ad un certo punto nella testa di una donna ma quella persona che fino a poco tempo prima guardavo con indifferenza, una frazione di secondo dopo era diventata l’attrazione più forte mai provata.

Ho ben presente l’attimo in cui nella mia testa c’è stato il black out … in quell’attimo non ho più capito niente e l’unica cosa a cui pensavo era come avrei voluto che la sua mano, quella con cui mi aveva afferato con forza la coscia per salvarmi da una rovinosa caduta dalla scala, fosse salita verso l’alto. Ecco, quello è stato l’inizio del mio Tutto.

Cervello, neuroni, connessioni … magari prima o poi mi spiegheranno cosa scatena le farfalle nella pancia all’incrocio degli sguardi, o il brivido sulla schiena quando in metropolitana nell’ora di punta ti sembra di sentire il suo profumo. Attimi da vivere, da respirare … non chiediamoci sempre se è giusto o sbagliato, proviamo a seguire l’istinto … Con il tocco di quella mano io ho voluto provarci …